Site icon Margot Deliperi

Come darsi il permesso di fare le cose

Molti dei blocchi lavorativi succedono quando aspettiamo che qualcuno ci dia il permesso di fare qualcosa e ci dica che siamo pronti.

Può capitare quando ci si sente anagraficamente e professionalmente junior.

E cercare conferme dall’esterno sembra non solo la cosa più giusta, ma anche la cosa più saggia da fare.

Solo che il confine tra prudenza coscienziosa e timore referenziale è difficile da individuare e non sapersi muovere attorno a lui può ostacolarti al lavoro.

Anche, e soprattutto, se non sei più junior.

Perché succede?

1. Il sistema educativo e familiare sicuramente c’entra molto – o almeno c’entra col sistema che vigeva negli anni ‘80-’90.

Pensa a quando c’erano le verifiche in classe: dal voto ricevuto, quindi da un fattore esterno – e al tempo non contestabile – dipendevano la media scolastica, le promozioni o bocciature, il conseguente mood casalingo nei giorni successivi.

Sempre dall’esterno dipendevano anche le valutazioni per i passi successivi, l’ammissione a questo o a quel corso, l’accesso a un premio o a una borsa di studio.

Il fatto poi che non fosse né contestabile tantomeno negoziabile ha fatto sì che perdessi fiducia nella tua capacità di giudizio e valutazione.

In questo contesto, ad alcune persone è venuto automatico sovrapporre e abdicare il proprio valore all’opinione altrui, con una meccanica che si scardina solo con fatica, pazienza e lavoro interiore.

2. C’è poi il paradosso delle competenze: se hai subìto le valutazioni e i giudizi dall’esterno è plausibile che tu abbia introiettato l’idea che #GliAltri siano sempre più competenti di te e di conseguenza siano più titolati a decidere.

Qui c’è una raccomandazione importante che ti faccio, ovvero di prestare attenzione ai “se x allora y”.
Perché dietro alcune frasi, anche corrette dal punto di vista linguistico e logico, ci possono essere delle finte correlazioni di causa-effetto.

3. Infine, uno dei punti più delicati è l’illusione della sicurezza.

Stando immobile ti senti apparentemente al sicuro.

Questa posizione apparentemente sicura è in realtà molto rischiosa perché è una trappola che aumenta di molto la vulnerabilità.
Infatti, quando nelle aziende arriva la malparata, che può essere un cambio di management, una crisi economica, o il malumore del padrone, i fanali si puntano subito su chi non prende l’iniziativa e sta in disparte.

E come se ne esce?

Una possibile via di uscita si trova scavando a fondo e rispondendosi con onestà.
Ti lascio qualche domanda. 

Iniziamo:

  1. Riavvolgi il nastro della memoria e torna ai momenti in cui dovevi avere il permesso di qualcuno per fare qualcosa.
    Cosa succedeva in quel periodo?
    E cosa c’è di diverso fra te in quel contesto e te adesso?

  2. Scendiamo ancora un po’ in profondità.
    Chi è davvero la persona di cui stai cercando il permesso,
    chi è che deve legittimarti la tal cosa?

  3. Se riuscissi a darti il permesso, cosa faresti di diverso da subito?

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