Site icon Margot Deliperi

Stanchezza senza motivo: cosa fare

“Sono stanco.”
”Oh, e sì che dormo ma dormirei altre 10 ore.”
”Niente, non riesco proprio a riposare, non so cos’ho in questo periodo.”

La stanchezza senza motivo è un tema molto frequente tra i miei clienti in coaching.

Tutte persone accomunate da stanchezza persistente che non passa, non importa quante siano le ore di sonno dormite o le ferie fatte.

C’è una particolare forma di stanchezza che arriva quando usiamo solo una frazione del nostro potenziale – che è la nostra essenza – perché quello che dobbiamo fare non ha per noi nulla di interessante. 

Ed è qui che arriva il paradosso: più cerchiamo di accontentarci, di convincerci che va bene così, più questa stanchezza si fa sentire.

Questa è una stanchezza che nasce dal fare troppo, ma dal fare troppo poco.
Non in termini di ore lavorate o di cose fatte, ma in termini di espressione di noi e di allineamento tra azione e direzione.

La sensazione di non avere uno scopo e di sentire che stiamo buttando via le giornate si manifesta spesso come:

  • Un’inquietudine latente

  • La convinzione viscerale che “potremmo fare di più”, che “c’è di più”

  • La visione di una crepa profonda fra chi siamo e ciò che facciamo

Le dinamiche

  1. Le parole che non abbiamo

Il contesto in cui siamo cresciuti ha determinato anche il nostro vocabolario.

Alcune famiglie non sono mai state o non sono ancora abituate a parlare di emozioni, ad accoglierle e riconoscerle.

“Non essere triste che c’è chi sta peggio”

“Di cosa ti lamenti che hai tutto”

“Su su non perdere tempo”

Quante volte te l’hanno detto?
E quante volte, senza accorgerti, lo hai detto anche tu?

Le uniche parole disponibili erano quelle del lavoro, e il massimo della concessione era dirsi stanchi perché si aveva lavorato.

Ma senza parole per descrivere la realtà, come puoi dire che non ti piace quello che fai?

Come puoi dirti triste, drenata, svuotato, inutile?

E con che coraggio osi marcare un segno di rottura con quello che è andato bene per generazioni?

2. Il senso del corpo

Spesso ci trattiamo come un problema da risolvere, come un oggetto da mandare in riparazione.

Dormi di più, prendi due vitamine, esci a fare qualcosa che ti piace.

Ma con la stanchezza dovuta alla mancanza di senso queste soluzioni non funzionano.

Perché nulla può contro le budella che si attorcigliano quando dobbiamo fare qualcosa che non riteniamo sensato.

O quando guardiamo l’orologio di continuo per scoprire che è passata solo mezz’ora e dobbiamo scavallare altre 7 ore e mezza.

Quando viviamo in disallineamento con i nostri desideri e valori il corpo reagisce.

E trova un modo tutto suo di parlarci senza che ce ne rendiamo conto.

Scommetto che se adesso ti dico di rilassare la mandibola e di aprire le scapole riesci a farlo e ti stupisci di averlo fatto.
No, non sono una veggente io, era il tuo corpo che si era ripiegato in se stesso senza che tu ne fossi consapevole. 🤗

Il paradosso dell’efficienza

Spesso, quando ci sentiamo così stanchi, il rimedio che troviamo è diventare ancora più efficienti.

Ottimizzare il nostro tempo, eliminare le distrazioni, ridurre al minimo le pause.

Così facendo però eliminiamo proprio quegli spazi di respiro in cui potremmo riconnetterci con il nostro sentire e con il nostro scopo.

Ecco perché le app che ti ottimizzano la vita, gli slot temporali che mettiamo a calendario, le varie tecniche di time management spesso falliscono.

Perché il tema non è la gestione del tempo.

Quello che manca è il senso nell’usare il tempo, non il tempo in sé.

Come uscirne

Chiamala con il suo nome

Il primo passo è iniziare a dare un nome diverso a questa stanchezza.

Non è un nemico da combattere, ma è un corriere Amazon Prime che sta cercando di consegnarti qualcosa di importante.

Perché aver capito che il punto vero è la mancanza di scopo è una scoperta decisiva.

È quella parte di te che prende posizione e si rifiuta di accontentarsi, di adattarsi a una versione ridotta di sé stessa.

Eccoci quindi alle domande:

  • con quale altre parole potresti definire la tua stanchezza?

  • e come vorresti sentirti, invece?

 

Quando la vita ti scorre dentro

Qui ti incoraggio a osservare come cambia la tua energia durante la giornata.

Non solo nei momenti di stanchezza ma soprattutto nei momenti in cui senti la vita che ti scorre nelle vene.

Magari è quando stai aiutando un collega a risolvere un problema complesso, o quando stai creando o imparando qualcosa di nuovo. Cosa ti dicono quei momenti?

Invito al viaggio

Invece di precipitarti a risolvere subito la situazione, prenditi un momento per esplorarla, senza fare niente.

  • Cosa succede quando lasci che il tempo sia vuoto di cose da fare?

  • E qual è la cosa che invece avresti voglia di fare perché sai che il tempo ti vola?

  • Quali parti di te stanno chiedendo spazio per esprimersi?

Andare verso una nuova dimensione, quella che ti farà dire “sono stanca ma felice” è faticoso, come tutte le cose che richiedono impegno.

Ma ho fiducia in te.

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